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Spreco alimentare

 Soluzioni locali ad un problema globale

Scritto da Carla Cadoni

“Quanti bambini affamati sarebbero voluti essere al tuo posto!” Una frase (e altre varianti) che molti di noi si sono sentiti ripetere più volte dai nostri genitori e nonni quando eravamo piccoli e lasciavamo il cibo nel piatto. Al tempo ci faceva inconsciamente sorridere. Oggi, forse, non ci facciamo neanche più caso come risultato di un raggiunto benessere sociale ed economico, seppur profondamente squilibrato.

Secondo il Food Waste Index Report 2024, pubblicato dal Programma delle Nazioni Unite per l’Ambiente (UNEP), circa ⅓  del cibo prodotto nel mondo viene sprecato. Nel 2022, la quantità di cibo scartata, oltre 1 miliardo di tonnellate, sarebbe stata sufficiente a fornire 1,3 pasti a 735 milioni di persone che soffrono la fame (Fao, 2022). 

 Questo dato sconcertante non è nuovo né isolato, ma è parte di un problema più ampio.

 La maggior parte dello spreco, il 60 %, avviene a livello domestico, il resto si perde nel commercio al dettaglio e nella ristorazione. Non c’è tanta differenza di numeri tra  paesi ricchi e poveri quanto più tra città e zone rurali, probabilmente perché in queste ultime gli avanzi sono spesso usati per nutrire gli animali o per compostaggio casalingo.

Il Report fa notare che il problema è destinato a peggiorare con l’aumento delle temperature, condizione che accelera il processo di deterioramento degli alimenti. Si sta innescando insomma un circolo vizioso che va interrotto perché

oggi le perdite di cibo generano fino al 10% delle emissioni globali di gas serra

5 volte le emissioni del settore aereo, tanto che secondo il Drawdown Project, la riduzione dello spreco alimentare sarebbe la terza  soluzione più efficace per combattere la crisi climatica.

Si parla solo di cibo ma dobbiamo anche considerare che questo arriva protetto da imballaggi per cui sono state impiegate risorse per produrli, altre risorse vengono spese in trasporti e conservazione, aumentando l’impatto ambientale di tutta la filiera.

Non dimentichiamoci che lo spreco alimentare si inserisce in un contesto già di per sé molto impattante. Quando l’imperativo è massimizzare la produzione per ridurre i costi  qualcun altro dovrà pagare la differenza in termini di impoverimento del suolo, pessime condizioni dei lavoratori, disboscamento, inquinamento da allevamenti intensivi, perdita di biodiversità, eccessive emissioni climalteranti.

È necessario affrontare con urgenza il problema sia a livello individuale che sistemico.

L’Unione Europea ha come obiettivo la riduzione degli sprechi del 50% entro il 2030 attraverso politiche di redistribuzione del cibo in eccedenza, di sensibilizzazione sul tema e altre azioni mirate come, ad esempio, la promozione di frutta e verdura “brutte”.

“Io sono uno ma sono comunque uno” disse Edward Everett Hale.

 

Le nostre singole azioni contano, possono contagiare ed essere motore di cambiamento. 

Per evitare gli sprechi, noi cerchiamo di seguire queste semplici regole:

  • Pianifichiamo i pasti settimanalmente
  • Facciamo la spesa a stomaco pieno
  • Organizziamo il frigo e dispensa in base alla data di scadenza
  • Da consumarsi preferibilmente entro il …” e “Scade il …” sono due cose diverse
  • Usiamo quello che abbiamo e riutilizziamo gli avanzi ( meglio se con creatività)
  • Condividiamo il cibo con gli altri
  • Compostiamo gli avanzi quando possibile

Esistono anche varie App che aiutano a limitare gli sprechi alimentari. Ne elenchiamo alcune:

To good to go permette a commercianti e ristoratori di mettere in vendita a fine giornata cibo prossimo alla scadenza o non più vendibile il giorno successivo ad un prezzo minore. In questo modo il consumatore risparmiando sulla spesa contribuisce a diminuire lo spreco alimentare

Regusto offre al consumatore proposte alimentari da asporto provenienti da hotel, ristoranti e bar

Ecofoodprime  permette di donare il cibo in eccesso ad associazioni di volontariato o di metterlo a disposizione tra i contatti social

Sprecometro aiuta a monitorare gli sprechi calcolando impatto ambientale e la perdita economica generata

Babacomarket è un negozio online che permette di acquistare prodotti e box con consegna in diverse regioni d’Italia.

Think globally, act locally

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